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L'autorità fiscale del Regno Unito si rivolge all'intelligenza artificiale per la rilevazione delle frodi

AI

L’autorità fiscale del Regno Unito impiega l’intelligenza artificiale per la rilevazione delle frodi

L’autorità fiscale del Regno Unito si rivolge all’intelligenza artificiale (AI) per aiutare a identificare le frodi. I membri del personale umano esamineranno ancora i risultati dell’AI per garantire l’accuratezza. Questa mossa mira a migliorare l’efficienza della raccolta delle imposte.

Come funziona

Il sistema AI analizzerà i dati per rilevare schemi che possono indicare attività fraudolenta. Mentre i dettagli esatti del sistema non sono disponibili al pubblico, ci si aspetta che aiuti l’autorità fiscale a identificare e prevenire l’evasione fiscale.

Contesto industriale

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte non è nuovo, ma sta diventando sempre più diffuso. Altri paesi e organizzazioni hanno iniziato a impiegare l’intelligenza artificiale per migliorare la conformità fiscale e ridurre il rischio di frode. Ad esempio, gli Stati Uniti e l’Australia hanno utilizzato sistemi basati sull’intelligenza artificiale per rilevare l’evasione fiscale. Secondo un rapporto dell’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), l’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte può aiutare a ridurre il divario fiscale fino al 10%.

Il mercato globale dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte si prevede crescerà notevolmente nei prossimi anni. Un rapporto di ResearchAndMarkets.com stima che il mercato raggiungerà 1,4 miliardi di dollari entro il 2025, rispetto ai 230 milioni di dollari del 2020. Questa crescita è guidata dalla crescente necessità per le autorità fiscali di migliorare l’efficienza e ridurre i costi.

La tendenza verso la raccolta delle imposte basata sull’intelligenza artificiale è anche guidata dai progressi nel machine learning e nell’analisi dei dati. Queste tecnologie consentono alle autorità fiscali di analizzare grandi dataset e identificare schemi complessi che possono indicare attività fraudolenta.

Storia dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte risale ai primi anni 2010, quando l’Internal Revenue Service (IRS) degli Stati Uniti ha iniziato a utilizzare algoritmi di apprendimento automatico per rilevare l’evasione fiscale. Da allora, diversi paesi hanno seguito l’esempio, tra cui il Regno Unito, l’Australia e il Canada. Nel 2019, l’autorità fiscale del Regno Unito, HM Revenue & Customs (HMRC), ha lanciato un programma pilota per testare l’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte.

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte da parte dell’IRS è stato particolarmente efficace. Secondo un rapporto dell’IRS, l’uso di sistemi basati sull’intelligenza artificiale ha aiutato a identificare e prevenire oltre 1 miliardo di dollari di evasione fiscale.

Meccanica tecnica

I dettagli tecnici del sistema AI utilizzato dall’autorità fiscale del Regno Unito non sono disponibili al pubblico. Tuttavia, è probabile che il sistema utilizzi algoritmi di apprendimento automatico per analizzare i dati e rilevare schemi. Gli algoritmi di apprendimento automatico sono particolarmente adatti a questo compito, poiché possono elaborare rapidamente grandi quantità di dati e identificare schemi complessi.

Il sistema AI utilizza probabilmente una combinazione di tecniche di apprendimento supervisionato e non supervisionato. Le tecniche di apprendimento supervisionato comportano l’addestramento dell’algoritmo su dati etichettati, mentre le tecniche di apprendimento non supervisionato comportano l’addestramento dell’algoritmo su dati non etichettati. Questo approccio consente all’algoritmo di identificare sia schemi noti che sconosciuti nei dati.

Implicazioni regolamentari

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte solleva implicazioni regolamentari, in particolare intorno alla protezione dei dati e alla trasparenza. L’autorità fiscale del Regno Unito dovrà garantire che il suo uso dell’intelligenza artificiale sia conforme alle norme e alle leggi pertinenti, come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

L’autorità fiscale dovrà anche garantire che il suo sistema AI sia equo e imparziale. Ciò può essere ottenuto attraverso audit e test regolari del sistema per garantire che non produca risultati discriminatori.

Cosa succede dopo

L’autorità fiscale del Regno Unito continuerà probabilmente a perfezionare il suo sistema AI ed espandere il suo uso nei prossimi anni. I contribuenti e le imprese dovrebbero essere consapevoli dell’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte e garantire di essere conformi alle norme fiscali.

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte avrà anche implicazioni per l’economia più ampia. Man mano che le autorità fiscali diventano più efficienti ed efficaci nell’uso dell’intelligenza artificiale, potrebbero essere in grado di ridurre il carico fiscale sui contribuenti conformi.

Implicazioni a valle

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte ha significative implicazioni per i contribuenti e le imprese. Ad esempio, potrebbe portare a valutazioni fiscali più accurate ed efficienti, riducendo il carico amministrativo sui contribuenti. Tuttavia, solleva anche preoccupazioni riguardo alla protezione dei dati e al potenziale di bias nel sistema AI.

I contribuenti e le imprese dovranno adattarsi all’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte. Ciò potrebbe comportare investimenti in nuove tecnologie e processi per garantire la conformità alle norme fiscali.

Sviluppi correlati

Altri recenti sviluppi nell’intelligenza artificiale e nella tecnologia includono l’assunzione di funzionari senior del governo del Regno Unito da parte di Palantir e preoccupazioni riguardo alla psicosi dell’intelligenza artificiale. L’uso dell’intelligenza artificiale sta diventando sempre più diffuso e le sue implicazioni sono seguite con attenzione.

L’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte fa parte anche di una tendenza più ampia verso la digitalizzazione nel settore pubblico. Man mano che i governi diventano più dipendenti dalla tecnologia, dovranno garantire che i loro sistemi siano sicuri e conformi alle norme pertinenti.

Conclusione

L’autorità fiscale del Regno Unito è all’avanguardia di una tendenza crescente nell’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte. Man mano che l’uso dell’intelligenza artificiale diventa più diffuso, è probabile che abbia significative implicazioni per i contribuenti, le imprese e l’economia più ampia. L’autorità fiscale del Regno Unito dovrà bilanciare i benefici dell’intelligenza artificiale con i potenziali rischi e garantire che il suo uso dell’intelligenza artificiale sia trasparente e conforme alle norme pertinenti.

L’uso dell’intelligenza artificiale nella raccolta delle imposte è una questione complessa che richiede un’attenta considerazione dei potenziali benefici e rischi. Man mano che la tecnologia continua a evolversi, è probabile che abbia un impatto importante sul modo in cui le autorità fiscali operano.